Bologna e la Musica, ovvero ri-Cappella

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Riparto, dopo un anno, da dove avevo lasciato. La scomparsa di interlocutori privilegiati demotiva e toglie gusto al raccontare.

E riparto per caso (ma forse no) proprio dalla città e dall’occasione che era stata argomento dell’ultimo post.

So di ripetermi e di travasare in questo sito scelte, umori, simpatie che sono mie e magari non d’altri, ma quando al mio Capo ho chiesto una opinione su un’eccessiva personalizzazione dei miei post, ho ricevuto un “Vai! ” degno di miglior causa, e se  al Capo va bene… chi mi ferma piú.

Avevo assistito un anno fa, con entusiasmo,  al concerto della Cappella Arcivescovile di San Petronio tenuto nella Basilica bolognese per la festività del Santo. Nella stessa ricorrenza sono tornata ad ascoltare questa straordinaria Corale. E con l’occasione ho provato a inseguire nel tessuto della città le tracce di quella scuola non solo di musica, ma di rigore, disciplina e passione che ha consentito la nascita e il perdurare nel tempo di tale eccellenza cittadina.

Effettivamente basta guardarsi intorno in qualsiasi punto del centro storico di Bologna per accorgersi che dovunque si respira l’aria dell’ Alma mater studiorum, la più antica Università del mondo (1088)  frequentata, tra gli altri, da Dante, Petrarca, Thomas Beckett, Erasmo da Rotterdam, Albrecht Durer, San Carlo Borromeo, Tasso, Goldoni, per non parlare degli illustri docenti che vi hanno lasciato traccia del loro insegnamento.

Il Palazzo dell’Archiginnasio, antica sede della Scuola, sbalordisce al primo impatto per la imponenza della struttura e il fasto delle decorazioni. Una visita alle zone accessibili riserva altre meraviglie. La sala dello Stabat Mater,  il Teatro anatomico e le Aule ora adibite a Biblioteca comunale, portano il segno di una cultura praticata e celebrata con rispetto e con passione.

Archiginnasio Stabat Materanat

Ma anche la città di oggi non è da meno nel conservare ed illustrare le testimonianze del passato. Inaugurato nel 2012 c’è  a Palazzo Pepoli Vecchio il Museo della Storia di Bologna, che con strutture e metodologie d’avanguardia immerge i visitatori nelle vicende cittadine dalle origini della Felsina etrusca fino alle recentissime glorie musicali ed artistiche. Una visita utile ed affascinante.

Museo

Nel 2006 Bologna è stata inserita dall’UNESCO, come Città della musica, nella rete delle “città creative” di recente istituzione. Il patrimonio cittadino che le dà pieno diritto a questo nuovo titolo è ricco e vario.

Lo splendido Teatro Comunale, costruito da Antonio Bibiena e inaugurato nel 1763 (chiamato inizialmente Teatro Pubblico perché edificato con soldi pubblici e gestito dalla municipalità), è tra i più antichi teatri d’opera italiani in attività.

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Il complesso di San Colombano, restaurato da qualche anno, ospita la  Collezione di strumenti musicali antichi del maestro Luigi Tagliavini e la biblioteca specialistica del musicologo bolognese Oscar Mischiati. L’importante raccolta di pianoforti, clavicembali, spinette di ogni epoca e paese  è conservata in spazi sorprendenti: la chiesa sconsacrata e gli ambienti del convento di san Colombano. La sala più strepitosa, l’antico oratorio – vero gioiello della pittura bolognese – ha le pareti  completamente affrescate dai massimi pittori emiliani del ‘600. Gli strumenti, periodicamente, vengono suonati da esperti, in pubbliche audizioni.

tagliavini

Il Museo internazionale e biblioteca della Musica, che dal 2004 ha sede definitiva e globale nel palazzo Sanguinetti, riunisce diverse raccolte e collezioni che costituiscono un patrimonio museale e bibliografico eccezionale e prestigioso a livello mondiale.

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Da ultimo, ma solo in questo mio sommario elenco (e so di aver tralasciato molte altre importanti istituzioni),  c’è l’Archivio musicale di San Petronio situato al primo piano del Museo della Chiesa.  Preziosa raccolta di musiche dei secoli XVI-XIX, molte delle quali inedite, conserva la  produzione dei Maestri bolognesi che nel tempo si sono avvicendati nella Cappella della Basilica e  fornisce in  maggior parte il repertorio all’attuale Compagine musicale.

concerto

Ed eccoci tornati al concerto del 3 ottobre. Proprio dal Fondo di San Petronio venivano le musiche di autori bolognesi della prima metà del ‘600 che componevano il programma  preparato per la celebrazione di quest’anno:  Salmi concertati a due e più cori di Girolamo Giacobbi, maestro di Cappella dal 1604 e musicista dalla variegata esperienza musicale, inframmezzati  da mottetti e brani strumentali di Ottavio Vernizzi e Lucio Barbieri, organisti a San Petronio durante la direzione di Giacobbi.  Un programma frutto di un importante lavoro preparatorio di trascrizione e adattamento di musiche in alcuni casi inedite. La titanica impresa del Maestro Vannelli, che dopo avere scelto e predisposto i brani ha diretto Strumenti e Voci, coinvolgendo di volta in volta con gesto demiurgico tutte le eccellenti componenti della Cappella, ha avuto ancora una volta il meritato successo. L’esecuzione dell’emozionante Confiteor e dello splendido Magnificat  (*) di Giacobbi (il secondo bissato a furor di popolo) hanno veramente trascinato menti e cuori. Ha confortato molto il mio entusiasmo il commento dei due giovani, responsabili del mio “nom de plume“, che mi accompagnavano: “Una meravigliosa esperienza nello stesso tempo intellettuale e spirituale, estetica e religiosa”  e  “l’anno prossimo sicuramente torneremo!”.  Beh!… a Roma dicono: “Sossoddisfazzzioni!”

Voglio ancora ricordare che durante l’anno la Cappella offre altre occasioni da non perdere.  Qualche settimana fa, nella chiesa di Santa Maria della Vita   -nota ai più perché custode del famosissimo gruppo scultoreo in terracotta del Compianto sul Cristo morto  (1463) del pugliese Niccolò dall’Arca- un raffinatissimo concerto, dedicato ed ispirato alla Madonna onomastica della Chiesa, ha regalato ai fortunati presenti il godimento di un programma di squisita composizione.

 Compianto sul Cristo morto

Protagoniste le musiche, di ovvia coerenza tematica, del bolognese Giacobbi e di Claudio Monteverdi, scelte e messe insieme con una totale padronanza del repertorio che ha consentito accostamenti sorprendenti e deliziosi. Minimi interventi registici hanno vivacizzato l’esecuzione senza intaccarne il rigore musicale ma piuttosto sottolineando, ove opportuno, il carattere “capriccioso” dei brani. Inutile dire che il livello della prova del Complesso e dei bravissimi  Solisti ha scatenato anche qui, in un pubblico adeguato, entusiasmi da tifo.

Insomma l’offerta musicale bolognese è davvero vasta e di altissimo livello, basta tenere d’occhio i calendari degli eventi delle varie istituzioni e si ha modo di appagare per tutto l’anno gusti e curiosità di ogni genere.

E qui ho volutamente trascurato la musica contemporanea che in questa città non è certo assente. Ma se ne parlerà un’altra volta.

Ho trovato, dopo aver completato questo post su Bologna e la Musica,  un documentario che ne tratta più dettagliatamente i temi; allego volentieri il link:              https://www.youtube.com/watch?v=l58D06eEYUs

xxx

Ancora qualche suggerimento pratico:  durante le mie visite alle città d’arte io amo abitare nei centri storici, e stavolta ho voluto superarmi: ho alloggiato e mangiato nei cento metri quadrati circostanti la Basilica di san Petronio, in situazioni ottime e consigliabili:

per dormire:                                   http://www.homeaway.it/affitto-vacanze/p1443575    la vista dalle finestre è un  colpo al cuore

se si preferisce un albergo:        http://www.albergodrapperie.com/ita/   al centro del caratteristico mercato alimentare dietro al Pavaglione

per mangiare:                              Ristorante 051, via de’ Pignattari 1f,  imprevedibilmente non “turistico” nonostante la posizione; cibi di  buona qualità

                                                       e ben confezionati,  servizio professionale e cortese. Contenendo gli appetiti, prezzi accessibili;     oppure

                                                       Osteria del Cappello, via de’ Fusari  9/b: informale, accogliente, più economica; buoni taglieri di salumi e formaggi.

 

(*) mm.1,40-1,45

One Response to Bologna e la Musica, ovvero ri-Cappella

  1. admin

    https://www.facebook.com/CappellaDiSanPetronio?fref=ts
    ha condiviso un link, 10 ottobre 2014
    “L’Agen-Zia è tornata a trovarci:”
    http://www.agen-zia.it

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