Belgio e cozze

 

 

                   L incalzante  cronaca dell’attività  delle più importanti istituzioni dell’  Unione Europea ha  portato all’attenzione di molti la piccola nazione che ne ospita una gran parte. Il viavai di europarlamentari e funzionari ha reso  familiare  il tragitto tra noi e il Belgio e le sue città; il potenziamento degli aeroporti, l’ aumento della frequenza dei voli….., molti sono gli elementi che  rendono più agevole e invitante la possibilità di raggiungere questo Paese che ha comunque tante altre ottime ragioni per diventare una buona meta di viaggio. La pittura fiamminga, ad esempio, le belle città,  note  per la loro storia e celebrate dalle immagini di molti film, la fama degli arazzi delle manifatture di Bruxelles e da ultima, ma non per poco merito, l’ottima cucina che vanta piatti eccellenti. Quasi tutti.

E qui debbo, con disdoro, confessare una mia piccola vena di razzismo (solo gastronomico, uè)  mediterraneo. Ma la “pepatella  ‘e cozze” non me la dovete toccare!

Decido di visitare il Belgio, ed in particolare Bruges di cui avevo letto e sentito meraviglie. Non nascondo che una poco nobile componente motivazionale alla gita mi veniva dai racconti di un mio amico, abituale compagno di excursus gastronomici, che mi aveva più volte decantato la bontà dei locali frutti di mare per i quali nutro una qualche debolezza.

Dunque si va; il volo per Bruxelles ed il tragitto  per Bruges, prima tappa della visita, sono stati abbastanza comodi. La scelta di prendere in affitto una macchina all’ aeroporto si è rivelata vincente nel corso del viaggio, ma attenzione al traffico, le strade sono strapiene, è sempre “ora di punta”: occhio agli orari!

Bruges è veramente meravigliosa. L’ abituale assimilazione con la nostra città lagunare (“la Venezia del Nord”), che si sente spesso citare, fa torto ad entrambe; la comune situazione acquatica è così marginale -pur nella importante presenza- rispetto alle diversissime peculiarità dei due centri, che rischia di viziarne anche la prima impressione. E non voglio di proposito motivare questa mia affermazione lasciandovi solo il suggerimento di ignorare, nelle aspettative, questa falsa somiglianza.

Passeggiare per  Bruges fa venire voglia di conoscere quella realtà abitativa così diversa dalla nostra: le case dai tetti aguzzi, le finestre aperte sui canali a catturare tutta la luce possibile, i muri di mattoni scuriti dal tempo sembrano racchiudere ambienti d’un altro mondo, raccolto intorno a fuochi, a stufe, pieno di vapori e di legni stagionati.

E’ per questo che avevo cercato un albergo che quanto più possibile potesse trasmettermi l’atmosfera del luogo. E l’ho trovato. Il Duc de Bourgogne, strategicamente situato tra una deliziosa piazza  e il più bel canale di Bruges, assomma le risposte a tutti i miei desideri. Se siete frequentatori abituali dei grandi alberghi moderni e superaccessoriati, tutti uguali in tutte le città di tutte le nazioni, questo hotel non fa per voi. Qui trovereste degli ambienti polverosi (non impolverati) che raccontano molteplici presenze distribuite nei secoli e ne mostrano poche. Insomma un paradiso. Se riuscite a fare a meno dell’ascensore (poche scale, si può fare) che sarebbe improponibile in questo ambiente, e se non avete bisogno di un bagno da soubrette, ma vi appaga una straordinaria vista sull’acqua dei canali, provate questo hotel. L’ ingresso nella piazzetta più bella di Bruges, a pochi metri dalla più ufficiale, meravigliosa Markt, vi immette in un ambiente d’altri secoli; vi trovate davanti una reception vecchiotta ma gestita con gentilezza ed efficienza; ancora pochi passi verso l’interno e siete nella Bruges del Seicento: gli ambienti comuni dell’albergo conservano in buona parte arredi e strutture secolari in cui interventi discreti e di gran gusto hanno creato un ambiente accogliente e straordinario. Lì, affacciati sul canale, farete colazione. Indimenticabile!

Questa dettagliata descrizione dell’albergo vi rende abbastanza bene l’ air de Bruges. E non ce la possono i turisti a cambiarle aspetto; la piazza principale impone  talmente la sua cifra nordico-secentesca che sa di borghesia opulenta e civile,  che non c’è bancarella che tenga.

Ma fate anche un giro in barca per i canali, la prospettiva diversa aggiungerà informazioni e suggestioni alla vostra consapevolezza della città.

 Se volete approfondire la conoscenza della storia e dell’arte del luogo, buoni elementi possono fornirveli i seguenti musei:  il Bruggenmuseum distribuito in 12 sedi tutte interessanti per la storia di Bruges, il Groeningmuseum che possiede soprattutto importanti testimonianze della pittura fiamminga, la Cappella dell’ospedale San Giovanni con splendidi affreschi di Memling.

Come non consigliarvi anche qualche sosta nelle numerose botteghe che vi allettano con una miriade di forme e colori di cioccolatini eccezionali?

Ma il tempo è tiranno, e se nel week-end (tale era la dimensione temporale del mio viaggio) si vuole inserire anche una breve visita a Bruxelles bisogna muoversi.

Un rapido tragitto in macchina (circa un’ora) ed eccoci nella Grand Place.000000000000000000

Bruxelles non è città la cui visita possa esaurirsi in poche ore; è una importante capitale europea con un passato denso ed un presente impegnativo, quindi avendo poco tempo ho preferito rimandare ad altra occasione la visita alla città moderna concentrando l’attenzione sul centro storico.

Ho scelto di alloggiare nell’unico albergo sulla  Grand Place, che compensa qualche carenza strutturale con la strepitosa posizione.  Al mattino  affacciarsi appena svegli da una finestra di quello che è stato il palazzo dei Duchi di Brabante  su una delle piazze più belle del mondo azzera qualunque disagio! Un giro nei dintorni ed è subito evidente il solido passato degli abitanti, ricchi committenti delle opere dell’età d’oro della pittura fiamminga; e i palazzi che si affacciano sulla Grote Markt: l’Hotel de Ville (il Municipio, che conserva quasi intatta al sua struttura originaria), La Maison du Roi e le varie Case delle Corporazioni, anche se  oggetto in alcuni casi di massicci restauri, non fanno rimpiangere altre più importanti capitali europee. La Piazza è oggi centro anche di varie manifestazioni (cui però non ho assistito) che potrebbero motivare una visita: l’Ommegang, una rievocazione storica che si tiene a fine luglio, e l’Infiorata, nel week-end di ferragosto degli anni pari, che copre  il pavimento della piazza con un tappeto di piante di Begonia.

Una passeggiata nelle strade circostanti e, prima di rimettersi in viaggio,  una breve sosta alimentare al più famoso chiosco di frutti di mare di Bruxelles…

Ed è arrivato il momento di parlarne.

Nella cucina belga le cozze costituiscono praticamente il piatto nazionale; insieme alle frites (buonissime!) sono presenti in tutti i menus e su ogni tipo di tavola. E sono preparate in tanti modi diversi……  con la crème (panna liquida)…..  lessate con il sedano (il sedano!)….   cotte nella birra bianca…  con burro e vino….

Per fortuna che c’è la Carbonade flamande, uno stufato di manzo molto appetitoso, ci sono i jefke, il coniglio con le prugne, le crocchette di gamberetti e soprattutto la straordinaria birra, leggera, squisita, dalle mille varianti, buona dovunque e comunque; e a colazione i deliziosi waffles.

Però…   mogli, buoi ….. e cozze, con quel che segue.

Qualche indicazione per gli spostamenti:

Bruxelles è servita da due aeroporti,  se volete visitare anche altre città vi consiglio di noleggiare una vettura nelle stesse stazioni aeroportuali per potervi muovere liberamente nel Paese.  E a Bruges vi conviene prendere in affitto una bicicletta, è il mezzo migliore per girare la città.

per dormire:

a Bruges     Hotel Duc de Bourgogne,

a Bruxelles Hotel Saint Michel

per mangiare:

a Bruges  Bierbrasserie Cambrinus, vera cucina belga, Restaurant Duc de Bourgogne

 a Bruxelles  ‘T Keldercke, cucina belga,  De Nordzee,  frutti di mare, si mangia in piedi ma va provato.

Se non l’avete visto, guardatevi il film In Bruges (facilmente reperibile in DVD), prima o dopo il viaggio.

Molto utile, a proposito della pittura fiamminga, Firenze vs Bruges, una delle puntate del programma Passepartout di Philippe Daverio,  ma non è facile trovarla.

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